freetimesophie54

'Cause it's never too late…

Oscurità

Buio intorno a me.

Non riesco a sentire più le mie mani

Non riesco a vedere dove metto i piedi.

Cerco di farmi strada, ma non riesco a capire dove sono.

Uno sparo e un dolore alla schiena.

Crollo a terra, in preda alle convulsioni.

Non riesco a pensare,

Non riesco a gridare,

Nessuno può aiutarmi.

Un silenzio assordante

Prima del mio ultimo respiro.

 

Lasciare il passato alle spalle

Oggi, per la prima volta da Luglio, ho ripreso in mano il mio diario. Ho letto cose che mi hanno resa triste, al punto di piangere, altre che mi hanno fatta arrabbiare parecchio. Per la prima volta dopo mesi, ho di nuovo voglia di scrivere, di affermare quello che non ho potuto sostenere fino ad oggi: non sono una brutta persona, incontro solo le persone sbagliate. Per tornare a sorridere devo lasciare queste persone indietro, anche se significa rinunciare a quello che abbiamo passato insieme. Ho scritto una lettera a S., cercando di rendere quanto mi mancasse, tutto il dolore che mi ha provocato. Ben presto, i toni romantici sono stati sostituiti da quelli accusatori: l’ho rimproverato di non essere quello che credevo, di avermi lasciata sola in questi mesi (quelli in cui avevo più bisogno di lui), di essere solo un patetico ingegnere insignificante. Mi sono accorta di essere davvero molto arrabbiata con lui e di non essermi mai sfogata come avrei dovuto. Ecco, il lunedì è il mio giorno libero, quindi ho il tempo di piangere e di sfogarmi. Non avevo mai sfruttato questa occasione, ma lui la rende necessaria. Persino mentre scrivo queste poche righe sto piangendo. Sto cercando di essere spontanea, malgrado il continuo ricorso al fazzoletto e alle mie paure. Ho scoperto di essermi creata da sola la mia idea di lui, senza aver cercato di capire come fosse davvero. Anche lui ovviamente ha fatto lo stesso. Non credo gli sia mai interessato capire come mi sentissi, cosa avessi passato, perchè ero così attratta da lui. Mi ricorda tanto D. e il fatto che io lo abbia capito solo ora è preoccupante. Sono molto simili, eppure estremamente diversi. Un po’ come noi. Perchè continuo a cercare rapporti che mi feriscono? Penso forse di non meritare di meglio? S. per me avrebbe dovuto essere quel “meglio”. Sfortunatamente, corrispondeva al “meglio” solo fisicamente.

Ripensando a quello che dovrei fare ora: devo chiudere i ponti con lui definitivamente. Mi fa stare male solo il pensiero, ma mi rendo conto che non mi piace come persona, come io non piaccio davvero a lui. Mi ha delusa, ma devo andare avanti. D’ora in poi voglio dirmi solo cose positive, cercare di attirarle a me. Voglio dirmi che per me vale la pena aspettare, perchè merito di meglio. Non importa quanto rimarrò sola, voglio stare con qualcuno che sia capace di amarmi. Se ne sono convinta, riuscirò a vedermi in maniera diversa. Sono una bella persona e chi non vuole scoprirlo, non merita il mio tempo.

Patetica

La stessa espressione. Indosso la stessa espressione ogni giorno: immobile, inespressiva, vuota. Ho così paura di mostrare le mie emozioni che ridacchio nervosamente ogni volta che parlo di qualcosa di doloroso. “Sono stata tradita dopo una storia di 4 anni” risatina “deve essere perchè non merito altro trattamento” risatina “e negli ultimi 3 anni l’unico che si è interessato a me è sparito dopo che mi sono aperta” risatina “devo essere davvero orribile se faccio scappare le persone così” risatina. Il cinismo che mostro non mi rende più forte agli occhi degli altri e neanche ai miei. So che è una difesa, so che devo smettere di vivere nel passato e andare avanti. Tutti lo fanno, perchè non dovrei farlo anch’io? risatina

Il muro costruito con tanta fatica durante gli ultimi anni è ora diventato una prigione. Ho davvero bisogno di qualcun’altro per essere felice? Qual è il limite cui mi spingerò prima di cambiare rotta?

Ma io non cambierò mai rotta, so di non averne la forza. Ed è la consapevolezza di non essere all’altezza delle mie aspettative a farmi stare male. La consapevolezza di vivere in un mondo troppo difficile da affrontare. La consapevolezza di evitare invece che combattere. Stavolta però non posso più scappare. La patetica S. che non riesce a vivere deve dimostrare di valere. E’ l’unico modo per sopravvivere.

 

TAG- Strega comanda colore!

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Regole:

  • Usare l’immagine del tag, citare l’inventore del tag: bloody ivi e ringraziare chi vi ha nominato: fruttidibosco. Grazie mille e scusami per il ritardo epico ^^
  • Trovare e illustrare brevemente: una cosa che si legge (un libro, con la copertina o con un disegno in copertina dove quel colore prevalga), una cosa che si indossa (capi di abbigliamento, collane, borsa, giacca, trucco,…), una cosa che si mangia/beve.
  • Chi non riesce a trovare le 3 cose di quel colore verrà acchiappato dalla Strega!!! 🙂 🙂 🙂 I blogger nominati acquistano il ruolo della Strega (o dello Stregone) e, con la frase STREGA COMANDA COLORE, scelgono il colore a chi linkano nel Tag.

Il colore scelto è… azzurro e arancione! Insomma, facile facile, no? Bene, cominciamo!

9912263 Il mago di Oz: uno dei libri più influenti della mia infanzia. Quello che accomuna la cara Dorothy e gli altri personaggi è che sono in cerca di qualcosa: come tutti compiono un lungo viaggio, con tante avventure, solo per scoprire che sono già dotati di quello che desiderano.

11291520 Il buio oltre la siepe: un classico della letteratura che ci fa capire come i pregiudizi persistono in ogni situazione. Non possiamo dimostrare la nostra innocenza se tutti ci credono colpevoli e, presto o tardi, cominciamo a crederci anche noi.

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I miei due prendisole preferiti. Ah, quanto mi manca il mare! (Chiedo perdono per le condizioni del mio coprimaterasso… Stamattina proprio non riesco ad ingranare eh eh).

E per finire… Un sacco di verdure e frutta arancioni! Fondamentali per mantenere l’abbronzatura in estate 😉

Ora… STREGA COMANDA COLORE… ROSSO! Non taggo nessuno perchè questo tag è molto vecchio e credo che l’abbiano già fatto tutti, ma chiunque non l’abbia ancora fatto e voglia rispondere è liberissimo di farlo 😉 Buona giornata ^^

Perfezione

Mi sono sempre confrontata con lo specchio, sin da bambina. Cambiamenti, brufoli, lividi, tagli, forza di gravità. Ogni volta è la stessa storia: trovo qualcosa che non va.

Il problema è che ora il mio fisico non è più al centro della mia ossessione. Lo studio, l’essere circondata da amici, l’avere un fidanzato sono diventati il mio status symbol, senza il quale divento automaticamente una fallita.

Mi chiedo come sia possibile basare la propria vita sulla continua rincorsa al successo (che non arriva praticamente mai, quindi la mia frustazione rimane alle stelle). Eppure ora le persone mi accettano come sono, mi vogliono bene per ciò che sono. Tranne una.

Il suo rifiuto turba il mio precario equilibrio. Sprofondata ancora nella ricerca della perfezione e degli schemi rigidi, mi muovo tra ansia e depressione: la dimostrazione della mia debolezza. Non ce la faccio più. Sono consapevole di questo meccanismo, so che ho bisogno di riposo, ma non voglio più sprecare tempo. Voglio essere amata.

Purtroppo, però, sono “malata” e il mio percorso è ancora lungo. Devo dimenticare questi mesi, devo convincermi che non c’è niente di sbagliato in me. Facile, no?

Ciò che non posso dirti

Sono le 21.30 di una serata squallida. Notte prima dell’esame. Di solito scorro velocemente tutti gli schemi in attesa di una illuminazione divina che possa aiutarmi l’indomani. Stasera però l’ansia e le manie di perfezionismo lasciano spazio alla nostalgia e alla tristezza: stasera penso a te. A quello che vorrei dirti. A quanto mi manca il tuo sorriso.

Ormai da giorni controllo freneticamente il cellulare, sperando in un tuo messaggio, un segno di vita. Sfortunatamente non arriva mai. Chissà perchè non ho ancora smesso di sperare.

Ci sono tante cose che vorrei dirti. La prima è che mi sto arrendendo. Le mie fragilità sono sempre più pesanti da sopportare e io non sono più la stessa. Questo anche grazie a te. Mi sono esposta, aperta, per la prima volta dopo anni. Non so come sia stato possibile, ma tu mi hai guidata. Tu mi guidi sempre. In ogni tua forma. Le emozioni che mi hai fatto provare in quei pochi mesi sono bastate a superare ogni mia difesa. Mi sono arresa, invitandoti ad entrare. Peccato non ti sia piaciuto quello che hai sbirciato in me.

Continuo a sognarti. A immaginarti. Sogno i tuoi abbracci, i tuoi baci, la tua voce dolce, ma ferma e quelle tenere parole che mi fanno sciogliere. Non te ne faccio una colpa, non conosci il bagaglio che porto dietro da quasi tre anni. So di non essere importante per te come tu lo sei per me e forse è questa la cosa che mi fa stare peggio. Sono solo una bambina bisognosa di affetto e attenzioni, nonchè ossessionata.

Sono così immatura. Siamo solo usciti per qualche mese: non ci siamo scambiati promesse, tutto molto semplice. Ci fa stare bene? Allora continuiamo. Ci ferisce? Smettiamo. Ora non è più così semplice. Con i sentimenti non si scherza, è un concetto troppo difficile?

Ora devo pensare ad andare avanti e a riprovare quelle emozioni con qualcun’altro. Tu lo stai già facendo, perchè non dovrei farlo anche io? Perchè sono una stupida. Ho paura di essere ferita ancora, di investire troppo in un rapporto senza futuro, ancora. La colpa è mia: devo smetterla di cercare relazioni di questo tipo, fanno solo soffrire. Eppure me lo ero ripetuto come un mantra fino a Novembre: “basta ingegneri, freddi, rigidi, schematici e calcolatori”. Poi arrivi tu e questo giuramento non esiste più.

Tranquillo, comunque, non mi sono innamorata di te. O forse sì? Direi che non importa più ormai.

Immagini sbiadite

Metto in ordine gli appunti volanti, presi con noncuranza. Mi pento di essere così pigra, di non prestare l’attenzione dovuta alle lezioni, di pensare sempre ad altro. Gli esami mi uccidono. Tra l’ansia, la tristezza, l’insoddisfazione e la frustrazione causate dal mio modo di essere, sento di non potercela fare. Ogni 10 pagine, una pausa di 10 minuti. Mi sembra onesto. Prendo una bottiglia di tè dal frigorifero, lo verso in un bicchiere e con noncuranza lo avvicino alla mia bocca, ripetendo mentalmente quello che ho appena finito di leggere. Sono così stanca. Vorrei poter mettere il libro da una parte e abbandonarmi ai ricordi.

Sono passati solo 2 minuti. Senza neanche accorgermene, mi ritrovo a guardare vecchie foto. I ricordi cominciano a farsi strada nella mia mente. Situazioni mai vissute a pieno si sovrappongono a momenti di pura emozione. La prima uscita serale con le amiche, il diciottesimo compleanno, il primo concerto. Il mio sorriso è diverso in ogni foto. In alcune è addirittura spento, senz’anima. Sono altrove, mentre gli altri si divertono. Sono indietro, mentre tutti gli altri vanno avanti.

Ancora 1 minuto. Sento di aver bisogno di un motivo per restare, di abbandonare la zavorra che ho sulle spalle da anni ormai. Guardo la ragazza sorridente nella foto in macchina. Ha un’espressione dolce, ma sembra anche smarrita e confusa. Nella foto di classe della 5^ liceo, lo stesso sorriso sembra sempre smarrito, ma anche vuoto e rassegnato. Cosa manca?

Tempo scaduto. Penso troppo, senza arrivare mai alla soluzione giusta. So solo che non sono più la stessa e non sempre è un bene. Il mio momento di riflessione ruba solo tempo al mio studio. Devo smettere di fare così. Rimuginare è odioso, inutile e doloroso. Meglio concentrarsi sulla plasticità sinaptica e sperare in un 18.

Primavera

Ogni volta che penso alla Primavera, mi viene in mente la parola “Rinascita”. Le giornate sono più calde, i cuori più leggeri e la voglia di vivere aumenta. Ovviamente ha anche i suoi lati negativi: mancanza di motivazione, stress, astenia e difficoltà a svegliarsi dal letargo invernale.

Credo che la Primavera stia finalmente arrivando anche nella mia vita. Mi sto aprendo a nuove possibilità e persone. Nel mio futuro c’è un viaggio, nuove amicizie, divertimento e forse un nuovo amore. Non avrei mai pensato di sentirmi così libera come in questo momento. A volte mi chiedo ancora se quello che sto facendo è giusto, ho ancora dubbi riguardo all’essere sbagliata, fuori posto… Credo però faccia parte dell’intorpidimento provato durante il mio lungo Inverno di depressione e paura. Una volta scrollato di dosso il passato, sarò pienamente libera. Mi godrò la vita così com’è, senza paure o paranoie… Forse farò anche qualche pazzia… Tutto questo solo per essere felice.

Questo pensiero mi riempie di gioia: sono a un passo dalla felicità e da ciò che voglio davvero. Devo solo lasciare che le cose accadano, senza provare a controllarle. Rimango immobile a guardare fuori dal finestrino… La mia fermata è ancora lontana, ma il paesaggio intorno non è male.

TAG: quali erano o sono i cartoni animati che seguite?

Oggi voglio fare qualcosa di diverso dal solito. Sono stata taggata in un post molto divertente, quindi cercherò di fare del mio meglio per rispondere. Ho cercato di riassumere in soli 3 cartoni animati la mia infanzia (e un po’ della mia adolescenza), un’impresa davvero ardua. Fatemi sapere se il tag vi piace e se risponderete anche voi!

Regole:

A) Taggate la creatrice dell’articolo
B) Taggate almeno 10 persone
C) Esponete con tanto di foto almeno 3 cartoni animati che guardavate
D) Taggate chi vi ha taggato

Tutto chiaro? Bene, allora iniziamo!

A) Creatrice del tag: fruttidiboscoblog

B) Taggo tutti, chiunque capiti qui a leggere si senta chiamato in causa!

C)

  • Sailor Moon: in assoluto il mio cartone preferito. Chi non ha mai sognato di trovarsi al posto di Bunny mentre recitava: “Potere del cristallo di Luna, vieni a me!”? Ricordo che avevo tutte le cassette, ogni volta che ne arrivava una nuova la guardavo in continuazione. Non mi stancava mai ed è stato un pilastro anche per le mie “ossessioni” future (vedi Buffy ad esempio: so a memoria tutti i dialoghi e avrò visto la puntata musical almeno 30 volte, oppure Xena, Angel, ecc. Insomma, le donne forti e i super eroi con fragilità emotive mi affascinano).sailor-moon
  • Pokémon: sì, lo so, è un’ossessione condivisa. Ricordo ancora quando i piccoli mostriciattoli tascabili hanno iniziato a far parte della mia vita. Dopo aver visto la prima puntata, non sono più riuscita a smettere: giocavo assiduamente e possedevo (quasi) tutti i giochi, collezionavo le figurine e avrò finito almeno 2 albi. Ossessionata a dir poco, anche perchè mi piaceva il loro aspetto “social”: ero ancora alle elementari e giocavo insieme ai miei compagni (a volte inscenando delle vere e proprie “battaglie”, che si risolvevano sempre in grandi abbracci), scambiando le figurine come se fossero preziose. Tornando al cartone, appena l’ho visto mi sono innamorata di Pikachu, il topo giallo “elettrizzante”, pensavo mi somigliasse forse: così diffidente all’inizio, ma con il tempo diventa il più grande amico del suo allenatore.pikachu-zuma
  • E per ultimo, ma non ultimo (ovviamente): Kareshi kanojo no jijō, detto anche Karekano, e conosciuto qui in Italia come “Le situazioni di lui e lei”. Questo cartone è stato importante per me perchè ha segnato il mio passaggio dai cartoni animati “per bambini” agli anime (soprattutto shōjo). La storia non è particolarmente innovativa, ma la caratterizzazione psicologica dei personaggi non può che far innamorare chiunque di questo anime/manga. Il tema principale trattato è quello del mascheramento: i protagonisti nascondono il loro vero io agli altri e soprattutto a loro stessi, ognuno per differenti motivazioni (Yukino lo fa per essere adorata da tutti, Arima perchè nasconde un’infanzia difficile e la paura di diventare come i suoi genitori, ecc). L’anime è di soli 26 episodi e dal 19 in poi diventa parecchio strano dal punto di vista “stilistico”, a causa del cambio di regia. Infatti mi piace guardarlo fino all’episodio 18 (uno dei miei preferiti, “Evoluzione”) e poi rileggere il manga fino alla fine. Se non lo avete mai visto, vi consiglio di recuperarlo, ne vale davvero la pena, credetemi. Che dire ancora, se non “Pero Pero”?karekano 2

D)Tag ricevuto da: Bits and Pieces Ti ringrazio moltissimo per avermi taggata, mi sono divertita molto a rispondere e a ripercorrere la mia infanzia!

So che questo è un po’ un off topic, ma spero di essere riuscita a strapparvi un sorriso.

 

Sogni

Sono seduta insieme a molte persone da me conosciute: rido e scherzo. Sento di essere al sicuro e amata. Ricevo dei complimenti, così come ne faccio. Si semina ciò che si raccoglie: oggi ho un bel vestito, una piega quasi decente ai capelli e trucco quasi impeccabile. Non mi sento osservata, però. Tutte le attenzioni sono rivolte ad un’altra ragazza. Sento che non sono al centro dell’attenzione e questo mi crea un senso di vuoto dentro al cuore. Continuo a sorridere, come se niente fosse. Alzo lo sguardo e improvvisamente gli altri diventano giganti. Sono pronti a mangiarmi, a farmi del male, o chissà che altro. Sono così piccola che non posso scappare. La paura prende il sopravvento: comincio a gridare, ma dalla mia bocca non esce alcun suono. Ora sono di nuovo come gli altri, ma mi sento osservata. Tutti si rendono conto che in me qualcosa non va e io mi vergogno di sentirmi così. Vorrei dire a tutti che non voglio avere paura di loro, ma dalla mia bocca non esce niente. Un sorriso tirato comincia a rovinarmi il viso, si espande come una cicatrice fino alle orecchie e non riesco a evitarlo. Presto la mia faccia è deformata: non sono più me stessa, sono diventata un’altra. Accanto a me c’è lui. Mi deride. Mi dice di non preoccuparmi, che ora tutti conoscono il mio segreto. Io piango, ma non capisco a cosa si riferisce. Arrabbiata, gli dico di andarsene. Lui sorride e mi risponde che non ne ha alcuna intenzione. Il mio incubo si materializza. Non sono più al sicuro.