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'Cause it's never too late…

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Patetica

La stessa espressione. Indosso la stessa espressione ogni giorno: immobile, inespressiva, vuota. Ho così paura di mostrare le mie emozioni che ridacchio nervosamente ogni volta che parlo di qualcosa di doloroso. “Sono stata tradita dopo una storia di 4 anni” risatina “deve essere perchè non merito altro trattamento” risatina “e negli ultimi 3 anni l’unico che si è interessato a me è sparito dopo che mi sono aperta” risatina “devo essere davvero orribile se faccio scappare le persone così” risatina. Il cinismo che mostro non mi rende più forte agli occhi degli altri e neanche ai miei. So che è una difesa, so che devo smettere di vivere nel passato e andare avanti. Tutti lo fanno, perchè non dovrei farlo anch’io? risatina

Il muro costruito con tanta fatica durante gli ultimi anni è ora diventato una prigione. Ho davvero bisogno di qualcun’altro per essere felice? Qual è il limite cui mi spingerò prima di cambiare rotta?

Ma io non cambierò mai rotta, so di non averne la forza. Ed è la consapevolezza di non essere all’altezza delle mie aspettative a farmi stare male. La consapevolezza di vivere in un mondo troppo difficile da affrontare. La consapevolezza di evitare invece che combattere. Stavolta però non posso più scappare. La patetica S. che non riesce a vivere deve dimostrare di valere. E’ l’unico modo per sopravvivere.

 

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Perfezione

Mi sono sempre confrontata con lo specchio, sin da bambina. Cambiamenti, brufoli, lividi, tagli, forza di gravità. Ogni volta è la stessa storia: trovo qualcosa che non va.

Il problema è che ora il mio fisico non è più al centro della mia ossessione. Lo studio, l’essere circondata da amici, l’avere un fidanzato sono diventati il mio status symbol, senza il quale divento automaticamente una fallita.

Mi chiedo come sia possibile basare la propria vita sulla continua rincorsa al successo (che non arriva praticamente mai, quindi la mia frustazione rimane alle stelle). Eppure ora le persone mi accettano come sono, mi vogliono bene per ciò che sono. Tranne una.

Il suo rifiuto turba il mio precario equilibrio. Sprofondata ancora nella ricerca della perfezione e degli schemi rigidi, mi muovo tra ansia e depressione: la dimostrazione della mia debolezza. Non ce la faccio più. Sono consapevole di questo meccanismo, so che ho bisogno di riposo, ma non voglio più sprecare tempo. Voglio essere amata.

Purtroppo, però, sono “malata” e il mio percorso è ancora lungo. Devo dimenticare questi mesi, devo convincermi che non c’è niente di sbagliato in me. Facile, no?

Ciò che non posso dirti

Sono le 21.30 di una serata squallida. Notte prima dell’esame. Di solito scorro velocemente tutti gli schemi in attesa di una illuminazione divina che possa aiutarmi l’indomani. Stasera però l’ansia e le manie di perfezionismo lasciano spazio alla nostalgia e alla tristezza: stasera penso a te. A quello che vorrei dirti. A quanto mi manca il tuo sorriso.

Ormai da giorni controllo freneticamente il cellulare, sperando in un tuo messaggio, un segno di vita. Sfortunatamente non arriva mai. Chissà perchè non ho ancora smesso di sperare.

Ci sono tante cose che vorrei dirti. La prima è che mi sto arrendendo. Le mie fragilità sono sempre più pesanti da sopportare e io non sono più la stessa. Questo anche grazie a te. Mi sono esposta, aperta, per la prima volta dopo anni. Non so come sia stato possibile, ma tu mi hai guidata. Tu mi guidi sempre. In ogni tua forma. Le emozioni che mi hai fatto provare in quei pochi mesi sono bastate a superare ogni mia difesa. Mi sono arresa, invitandoti ad entrare. Peccato non ti sia piaciuto quello che hai sbirciato in me.

Continuo a sognarti. A immaginarti. Sogno i tuoi abbracci, i tuoi baci, la tua voce dolce, ma ferma e quelle tenere parole che mi fanno sciogliere. Non te ne faccio una colpa, non conosci il bagaglio che porto dietro da quasi tre anni. So di non essere importante per te come tu lo sei per me e forse è questa la cosa che mi fa stare peggio. Sono solo una bambina bisognosa di affetto e attenzioni, nonchè ossessionata.

Sono così immatura. Siamo solo usciti per qualche mese: non ci siamo scambiati promesse, tutto molto semplice. Ci fa stare bene? Allora continuiamo. Ci ferisce? Smettiamo. Ora non è più così semplice. Con i sentimenti non si scherza, è un concetto troppo difficile?

Ora devo pensare ad andare avanti e a riprovare quelle emozioni con qualcun’altro. Tu lo stai già facendo, perchè non dovrei farlo anche io? Perchè sono una stupida. Ho paura di essere ferita ancora, di investire troppo in un rapporto senza futuro, ancora. La colpa è mia: devo smetterla di cercare relazioni di questo tipo, fanno solo soffrire. Eppure me lo ero ripetuto come un mantra fino a Novembre: “basta ingegneri, freddi, rigidi, schematici e calcolatori”. Poi arrivi tu e questo giuramento non esiste più.

Tranquillo, comunque, non mi sono innamorata di te. O forse sì? Direi che non importa più ormai.

Immagini sbiadite

Metto in ordine gli appunti volanti, presi con noncuranza. Mi pento di essere così pigra, di non prestare l’attenzione dovuta alle lezioni, di pensare sempre ad altro. Gli esami mi uccidono. Tra l’ansia, la tristezza, l’insoddisfazione e la frustrazione causate dal mio modo di essere, sento di non potercela fare. Ogni 10 pagine, una pausa di 10 minuti. Mi sembra onesto. Prendo una bottiglia di tè dal frigorifero, lo verso in un bicchiere e con noncuranza lo avvicino alla mia bocca, ripetendo mentalmente quello che ho appena finito di leggere. Sono così stanca. Vorrei poter mettere il libro da una parte e abbandonarmi ai ricordi.

Sono passati solo 2 minuti. Senza neanche accorgermene, mi ritrovo a guardare vecchie foto. I ricordi cominciano a farsi strada nella mia mente. Situazioni mai vissute a pieno si sovrappongono a momenti di pura emozione. La prima uscita serale con le amiche, il diciottesimo compleanno, il primo concerto. Il mio sorriso è diverso in ogni foto. In alcune è addirittura spento, senz’anima. Sono altrove, mentre gli altri si divertono. Sono indietro, mentre tutti gli altri vanno avanti.

Ancora 1 minuto. Sento di aver bisogno di un motivo per restare, di abbandonare la zavorra che ho sulle spalle da anni ormai. Guardo la ragazza sorridente nella foto in macchina. Ha un’espressione dolce, ma sembra anche smarrita e confusa. Nella foto di classe della 5^ liceo, lo stesso sorriso sembra sempre smarrito, ma anche vuoto e rassegnato. Cosa manca?

Tempo scaduto. Penso troppo, senza arrivare mai alla soluzione giusta. So solo che non sono più la stessa e non sempre è un bene. Il mio momento di riflessione ruba solo tempo al mio studio. Devo smettere di fare così. Rimuginare è odioso, inutile e doloroso. Meglio concentrarsi sulla plasticità sinaptica e sperare in un 18.

Primavera

Ogni volta che penso alla Primavera, mi viene in mente la parola “Rinascita”. Le giornate sono più calde, i cuori più leggeri e la voglia di vivere aumenta. Ovviamente ha anche i suoi lati negativi: mancanza di motivazione, stress, astenia e difficoltà a svegliarsi dal letargo invernale.

Credo che la Primavera stia finalmente arrivando anche nella mia vita. Mi sto aprendo a nuove possibilità e persone. Nel mio futuro c’è un viaggio, nuove amicizie, divertimento e forse un nuovo amore. Non avrei mai pensato di sentirmi così libera come in questo momento. A volte mi chiedo ancora se quello che sto facendo è giusto, ho ancora dubbi riguardo all’essere sbagliata, fuori posto… Credo però faccia parte dell’intorpidimento provato durante il mio lungo Inverno di depressione e paura. Una volta scrollato di dosso il passato, sarò pienamente libera. Mi godrò la vita così com’è, senza paure o paranoie… Forse farò anche qualche pazzia… Tutto questo solo per essere felice.

Questo pensiero mi riempie di gioia: sono a un passo dalla felicità e da ciò che voglio davvero. Devo solo lasciare che le cose accadano, senza provare a controllarle. Rimango immobile a guardare fuori dal finestrino… La mia fermata è ancora lontana, ma il paesaggio intorno non è male.

Sogni

Sono seduta insieme a molte persone da me conosciute: rido e scherzo. Sento di essere al sicuro e amata. Ricevo dei complimenti, così come ne faccio. Si semina ciò che si raccoglie: oggi ho un bel vestito, una piega quasi decente ai capelli e trucco quasi impeccabile. Non mi sento osservata, però. Tutte le attenzioni sono rivolte ad un’altra ragazza. Sento che non sono al centro dell’attenzione e questo mi crea un senso di vuoto dentro al cuore. Continuo a sorridere, come se niente fosse. Alzo lo sguardo e improvvisamente gli altri diventano giganti. Sono pronti a mangiarmi, a farmi del male, o chissà che altro. Sono così piccola che non posso scappare. La paura prende il sopravvento: comincio a gridare, ma dalla mia bocca non esce alcun suono. Ora sono di nuovo come gli altri, ma mi sento osservata. Tutti si rendono conto che in me qualcosa non va e io mi vergogno di sentirmi così. Vorrei dire a tutti che non voglio avere paura di loro, ma dalla mia bocca non esce niente. Un sorriso tirato comincia a rovinarmi il viso, si espande come una cicatrice fino alle orecchie e non riesco a evitarlo. Presto la mia faccia è deformata: non sono più me stessa, sono diventata un’altra. Accanto a me c’è lui. Mi deride. Mi dice di non preoccuparmi, che ora tutti conoscono il mio segreto. Io piango, ma non capisco a cosa si riferisce. Arrabbiata, gli dico di andarsene. Lui sorride e mi risponde che non ne ha alcuna intenzione. Il mio incubo si materializza. Non sono più al sicuro.

Vorrei

Eccomi qui con altri dubbi. Ho davvero così paura di ricominciare? Quello che vorrei, e allo stesso tempo temo di più, è essere amata. Vorrei che qualcuno si accorgesse del fatto che nascondo la mia dolcezza perchè non voglio che gli alri se ne approfittino. Vorrei non avere paura dell’intimità. Vorrei non sbagliare mai. Vorrei essere ciò che non sono.

Il solo pensiero di “rimettermi in gioco” mi provoca ansia: una nausea incontrollabile. Sono davvero andata avanti? Sembra che io non riesca a farmene una ragione… Per due anni mi sono nascosta, cercando di sparire. Non ho aggiornato neanche i social network (che alla mia età non è solo sintomo di asocialità, ma anche un chiaro segno di voler scomparire da tutti i radar). Un altro dubbio: ma cosa dovrei fare alla mia età? Dicono che questi siano gli anni più belli. Perchè non riesco a viverli con leggerezza? Conoscere gente nuova e “mostrarmi” è ormai un peso. Non riesco ad uscire da questo tunnel. Nonostante i miei sforzi, il primo istinto è quello di fuggire, di rinchiudermi nel mio mondo privato, fatto di regole e controllo. Vorrei essere più impulsiva. Vorrei essere più coraggiosa. Vorrei che qualcuno mi capisse e mi aiutasse. Vorrei solo essere felice.

Nulla cosmico.

Eccomi di nuovo. Ho avuto problemi di ispirazione: cosa scrivere quando non accade più nulla? Se fossi ferita, se la mia anima stesse bruciando, potrei trovare qualcosa da scrivere. Mi sembrano tutte bugie, sembra che io non abbia ancora imparato, che io non abbia ancora capito chi sono. Vorrei solo poter “vedere” qualcosa con altri occhi, non limitarmi a sbirciare in attesa che succeda qualcosa, perchè io ci credo ancora. Ma quando imparerò? Non posso essere salvata… O meglio, solo io posso salvarmi. Questa consapevolezza mi spinge a guardare avanti… Continuo a sperare, perchè come tutti ho dei bisogni… Soprattutto essere amata. Lo so, sembra un discorso egoista, ma in effetti io lo sono e non posso più nasconderlo. Stare sola mi sta rendendo vuota. Sento solo dolori allo stomaco, come se qualcuno mi stesse lentamente svuotando da dentro. Non posso continuare così… Quando cammino per strada, mi sembra di scorgere solo scheletri ambulanti, in attesa della morte. Non mi interessa indagare sulle loro vite, persino le persone che ritenevo amiche non hanno più un gran senso per me. Prima o poi, però, tutto questo verrà fuori, e prima che me ne renda conto rimarrò sola sul serio. Ma perchè continuo a fare così? Spero sia solo un periodo, che passerà presto, ma neanche una temporanea “fuga” mi ha permesso di allontanarmi dal freddo che mi sta dilaniando. Probabilmente la corazza che mi proteggeva ora sta avendo la meglio su di me. Indistruttibile, ma impenetrabile.

Neve

Eccola. Annunciata dai miei sogni, ma non dalle previsioni meteo. Scende piano ed è talmente flebile da passare inosservata. Però basta a far avverare i miei incubi. Il mio sogno ricorrente: tu, io e la neve (e una speranza, oppure una gelida realtà). Ancora sullo stesso pullman, aspettando di parlare ancora di noi. Ma non c’è più niente da dire.

La cosa migliore, però, è che non sono più incubi ora che ho capito. Ho sprecato così tanto tempo ad avere paura, ma ora non fa più male… Ho solo voglia di ricominciare. E ricomincerò da qui…

Mi è bastato stare in mezzo alla gente, ricominciare a guardarmi intorno senza la paura di incontrarti, camminare tra le aule in cerca di quella giusta senza cercare il tuo sguardo ovunque, concentrarmi sul libro di Fisica e fare esercizi notando compiaciuta gli sguardi su di me, quegli stessi sguardi che una volta mi terrorizzavano.

C’è un mondo immenso là fuori… Come ho fatto a non rendermene conto? Sempre rinchiusa dentro queste quattro mura… Ma oggi… Oggi è l’inizio di tutto. Oggi inizia una nuova vita per me… Sono una persona nuova, diversa. E vivrò, vivrò… Per me.

Let it snow.

Vuoti (IV)

Avevo in programma di finire la serie di “vuoti” in bellezza, elencando tutto quello che non mi mancherà di lui. Poi mi sono resa conto che il mio problema è proprio questo: mi illudo che odiando davvero qualcuno io riesca a dimenticarlo. Ci vorrebbe un po’ di buono e sano menefreghismo…

La verità è che ho avuto tempo per fare dell’introspezione, ma adesso è ora di voltare pagina. Io mi aspetto sempre troppo dalle persone. Quando amo, perdo ogni capacità di mettermi nei panni dell’altro. Questo perchè su alcune cose sono molto fragile, e quando mi sento attaccata reagisco in due modi:

  • mi incupisco e non parlo, se non a monosillabi, ma dentro soffro come un cane;
  • rimugino.

Ed è proprio quel rimuginare che mi frega ogni fottuta volta. A maggior ragione, quando è una persona che ritengo particolarmente importante per me a “pungermi”, io mi rinchiudo dentro me stessa e me ne distacco. Il processo può essere graduale, oppure istantaneo. Fatto sta che il risultato non cambia.

Ci sono state solo due persone che ho allontanato, ma il motivo è lo stesso. Tradimento. Non solo dal punto di vista sessuale o sentimentale, parlo proprio di tradimento della fiducia. Già, suppongo che sia capitato a tutti almeno una volta nella vita.

Quindi il vero vuoto che c’è in me riguarda l’escludere me stessa da qualsiasi rapporto con gli altri, per paura di soffrire ancora. Come superare queste delusioni e andare avanti? Dovrò ricostruire la mia vita passo dopo passo. Non sarà per niente facile. Comincerò smettendo di pensare a cosa è andato storto, al male che mi hanno fatto e a chissà che altra scusa per non ricominciare a respirare ancora.

Sarò di nuovo amata solo se ricomincerò ad amarmi. Per ora è questo l’obiettivo principale.

I will live again.