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'Cause it's never too late…

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Oscurità

Buio intorno a me.

Non riesco a sentire più le mie mani

Non riesco a vedere dove metto i piedi.

Cerco di farmi strada, ma non riesco a capire dove sono.

Uno sparo e un dolore alla schiena.

Crollo a terra, in preda alle convulsioni.

Non riesco a pensare,

Non riesco a gridare,

Nessuno può aiutarmi.

Un silenzio assordante

Prima del mio ultimo respiro.

 

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Ciò che non posso dirti

Sono le 21.30 di una serata squallida. Notte prima dell’esame. Di solito scorro velocemente tutti gli schemi in attesa di una illuminazione divina che possa aiutarmi l’indomani. Stasera però l’ansia e le manie di perfezionismo lasciano spazio alla nostalgia e alla tristezza: stasera penso a te. A quello che vorrei dirti. A quanto mi manca il tuo sorriso.

Ormai da giorni controllo freneticamente il cellulare, sperando in un tuo messaggio, un segno di vita. Sfortunatamente non arriva mai. Chissà perchè non ho ancora smesso di sperare.

Ci sono tante cose che vorrei dirti. La prima è che mi sto arrendendo. Le mie fragilità sono sempre più pesanti da sopportare e io non sono più la stessa. Questo anche grazie a te. Mi sono esposta, aperta, per la prima volta dopo anni. Non so come sia stato possibile, ma tu mi hai guidata. Tu mi guidi sempre. In ogni tua forma. Le emozioni che mi hai fatto provare in quei pochi mesi sono bastate a superare ogni mia difesa. Mi sono arresa, invitandoti ad entrare. Peccato non ti sia piaciuto quello che hai sbirciato in me.

Continuo a sognarti. A immaginarti. Sogno i tuoi abbracci, i tuoi baci, la tua voce dolce, ma ferma e quelle tenere parole che mi fanno sciogliere. Non te ne faccio una colpa, non conosci il bagaglio che porto dietro da quasi tre anni. So di non essere importante per te come tu lo sei per me e forse è questa la cosa che mi fa stare peggio. Sono solo una bambina bisognosa di affetto e attenzioni, nonchè ossessionata.

Sono così immatura. Siamo solo usciti per qualche mese: non ci siamo scambiati promesse, tutto molto semplice. Ci fa stare bene? Allora continuiamo. Ci ferisce? Smettiamo. Ora non è più così semplice. Con i sentimenti non si scherza, è un concetto troppo difficile?

Ora devo pensare ad andare avanti e a riprovare quelle emozioni con qualcun’altro. Tu lo stai già facendo, perchè non dovrei farlo anche io? Perchè sono una stupida. Ho paura di essere ferita ancora, di investire troppo in un rapporto senza futuro, ancora. La colpa è mia: devo smetterla di cercare relazioni di questo tipo, fanno solo soffrire. Eppure me lo ero ripetuto come un mantra fino a Novembre: “basta ingegneri, freddi, rigidi, schematici e calcolatori”. Poi arrivi tu e questo giuramento non esiste più.

Tranquillo, comunque, non mi sono innamorata di te. O forse sì? Direi che non importa più ormai.

Primavera

Ogni volta che penso alla Primavera, mi viene in mente la parola “Rinascita”. Le giornate sono più calde, i cuori più leggeri e la voglia di vivere aumenta. Ovviamente ha anche i suoi lati negativi: mancanza di motivazione, stress, astenia e difficoltà a svegliarsi dal letargo invernale.

Credo che la Primavera stia finalmente arrivando anche nella mia vita. Mi sto aprendo a nuove possibilità e persone. Nel mio futuro c’è un viaggio, nuove amicizie, divertimento e forse un nuovo amore. Non avrei mai pensato di sentirmi così libera come in questo momento. A volte mi chiedo ancora se quello che sto facendo è giusto, ho ancora dubbi riguardo all’essere sbagliata, fuori posto… Credo però faccia parte dell’intorpidimento provato durante il mio lungo Inverno di depressione e paura. Una volta scrollato di dosso il passato, sarò pienamente libera. Mi godrò la vita così com’è, senza paure o paranoie… Forse farò anche qualche pazzia… Tutto questo solo per essere felice.

Questo pensiero mi riempie di gioia: sono a un passo dalla felicità e da ciò che voglio davvero. Devo solo lasciare che le cose accadano, senza provare a controllarle. Rimango immobile a guardare fuori dal finestrino… La mia fermata è ancora lontana, ma il paesaggio intorno non è male.

Sogni

Sono seduta insieme a molte persone da me conosciute: rido e scherzo. Sento di essere al sicuro e amata. Ricevo dei complimenti, così come ne faccio. Si semina ciò che si raccoglie: oggi ho un bel vestito, una piega quasi decente ai capelli e trucco quasi impeccabile. Non mi sento osservata, però. Tutte le attenzioni sono rivolte ad un’altra ragazza. Sento che non sono al centro dell’attenzione e questo mi crea un senso di vuoto dentro al cuore. Continuo a sorridere, come se niente fosse. Alzo lo sguardo e improvvisamente gli altri diventano giganti. Sono pronti a mangiarmi, a farmi del male, o chissà che altro. Sono così piccola che non posso scappare. La paura prende il sopravvento: comincio a gridare, ma dalla mia bocca non esce alcun suono. Ora sono di nuovo come gli altri, ma mi sento osservata. Tutti si rendono conto che in me qualcosa non va e io mi vergogno di sentirmi così. Vorrei dire a tutti che non voglio avere paura di loro, ma dalla mia bocca non esce niente. Un sorriso tirato comincia a rovinarmi il viso, si espande come una cicatrice fino alle orecchie e non riesco a evitarlo. Presto la mia faccia è deformata: non sono più me stessa, sono diventata un’altra. Accanto a me c’è lui. Mi deride. Mi dice di non preoccuparmi, che ora tutti conoscono il mio segreto. Io piango, ma non capisco a cosa si riferisce. Arrabbiata, gli dico di andarsene. Lui sorride e mi risponde che non ne ha alcuna intenzione. Il mio incubo si materializza. Non sono più al sicuro.

Vai via da lì

Mi lasciano perplessa le assonanze tra nomi, luoghi, cose, animali, città. Magari si pensa di aver dimenticato, ma basta una parola a richiamare ciò che si ha perduto… Così un semplice bagno caldo si può trasformare in un viaggio e lo studio in qualcosa di più.

Aggiungere oli da bagno sta diventando quasi un esercizio zen per me. Una goccia qui, una goccia lì… “Vai via da lì“. No, non è questa la frase, ma il suono è lo stesso. Peccato che i significati siano completamente opposti. “Ti prego, è una trappola”. La voce continua a ripeterlo, ma io non sono mai stata meglio. Sola, circondata dall’acqua, lasciandomi annegare nei pensieri… Forse la trappola è proprio questa. “E ora sei qui, con me, e non te ne andrai”. Non riesco a muovermi, ma sento di dover andare. Come se il mio corpo e il mio cuore volessero rimanere in quella prigione, ma la mia testa cercasse in tutti i modi di fuggire.

Non passa molto tempo prima che arrivi lui con il suo splendido sorriso a tirarmi fuori dall’acqua. Mi accarezza dolcemente i capelli e mi ricorda che non sono più sola. I suoi dolci sussurri coprono la voce, ormai diventata un urlo.

Mi sveglio e mi rendo conto di essermi addormentata nella vasca. Mi alzo, mi sciacquo, svuoto la vasca e mentre mi lavo i capelli penso a lui. Sconfiggere le paure con la gentilezza… Chi l’avrebbe detto. Mi accorgo dell’ora e mi preparo per uscire, non voglio fare tardi. Metto il vestito giallo che gli piace tanto, una spruzzata di profumo e sono pronta. Travestita da sole sono pronta ad affrontare la notte oscura. Scendo con cautela le scale, per paura di fare rumore con i tacchi e lo cerco. Eccolo: vicino al bar. Mi saluta con un bacio e io sorrido. “Da lì” non mi spaventa più.

Neve

Eccola. Annunciata dai miei sogni, ma non dalle previsioni meteo. Scende piano ed è talmente flebile da passare inosservata. Però basta a far avverare i miei incubi. Il mio sogno ricorrente: tu, io e la neve (e una speranza, oppure una gelida realtà). Ancora sullo stesso pullman, aspettando di parlare ancora di noi. Ma non c’è più niente da dire.

La cosa migliore, però, è che non sono più incubi ora che ho capito. Ho sprecato così tanto tempo ad avere paura, ma ora non fa più male… Ho solo voglia di ricominciare. E ricomincerò da qui…

Mi è bastato stare in mezzo alla gente, ricominciare a guardarmi intorno senza la paura di incontrarti, camminare tra le aule in cerca di quella giusta senza cercare il tuo sguardo ovunque, concentrarmi sul libro di Fisica e fare esercizi notando compiaciuta gli sguardi su di me, quegli stessi sguardi che una volta mi terrorizzavano.

C’è un mondo immenso là fuori… Come ho fatto a non rendermene conto? Sempre rinchiusa dentro queste quattro mura… Ma oggi… Oggi è l’inizio di tutto. Oggi inizia una nuova vita per me… Sono una persona nuova, diversa. E vivrò, vivrò… Per me.

Let it snow.